Sartoria Canzanella: il regno dei costumi People

 

Oggi siamo stai invitati nell’atelier del Maestro Vincenzo Canzanella, storico costumista della città di Napoli. Conoscevamo da tempo la sua fama, ma non avevamo mai avuto occasione di incontrarlo di persona, e, in coincidenza del Carnevale, ci è sembrato perfetto fare quattro chiacchiere con lui. Oltre al reparto sartoria infatti, nella nuova sede di piazza Mercato, c’è un grande magazzino che, in questo periodo, ospita un gran via vai di persone alla ricerca del vestito adatto ai prossimi party. D’altronde, in nessun altro luogo potrebbero trovare un tale assortimento: 15.000 costumi divisi per periodo e tema, appesi fino al soffitto, sono la prova tangibile del suo immenso lavoro, iniziato nel 1954, quando ancora frequentava l’istituto d’arte. Come facciamo di solito, avevamo preparato delle domande, ma Vincenzo Canzanella è una di quelle persone che pur avendo vestito star del cinema, della tv e del teatro, con fare semplice ti offre subito un caffè, per poi iniziare, come un fiume in piena, a far rivivere le foto appese lungo il corridoio attraverso i suoi racconti. A partire dal lavoro per gli spettacoli di Eduardo De Filippo, che realizzò in parallelo alle collezioni di alta moda: “Negli anni ‘60 le signore della buona borghesia avevano un guardaroba che prevedeva quattro cambi giornalieri: abito da giorno, da pomeriggio, da cocktail e da sera. A quei tempi lavoravamo moltissimo”. Le sue parole indugiano sui dettagli sartoriali, sulla scelta dei tessuti – per lo più provenienti da San Leucio – su un modo di vivere che non esiste più. “La cura e l’eleganza di questi cappelli, di questi cappotti e di questi abiti, che una volta realizzavamo per donne come la principessa Soraya, vivono oggi solo attraverso i costumi delle grandi opere, come Norma, che sta per debuttare al teatro San Carlo o nelle ottanta creazioni realizzate per l’ultima Cenerentola dell’Opera di Losanna. E tra questi, gli abiti di Mina, Sandra Mondaini, Patty Pravo, Sandra Milo, protagoniste di Senza rete per la RAI. Ma anche il modello indossato da Claudia Cardinale nella scena del ballo de Il gattopardo, uno realizzato per Audrey Hepburn in Vacanza Romane (poi non utilizzato) o per Sophia Loren ne Il viaggio con Richard Burton, film del 1974. Tra le persone che gli sono rimaste nel cuore, Lea Massari, conosciuta quando le realizzò i costumi di Anna Karenina e Ingrid Bergman protagonista di Santa Giovanna, spettacolo del teatro San Carlo per la regia di Rossellini. All’inevitabile domanda su chi fosse la più capricciosa, con un po’ di ritrosia sussurra “Maria Callas” ma poi subito ci mostra lo splendido vestito di pietre e paillettes indossato dalla divina durante un concerto del 1963 per farci dimenticare della confidenza appena fatta.

Ph. Mariagiovanna Capone

 

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Vincenzo Canzanella

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Particolare del costume realizzato per l'Opera Aida

Particolare del costume realizzato per Aida

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Sullo sfondo l’abito di Sandra Mondaini per lo spettacolo Senza Rete della RAI

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Dettaglio dell’abito realizzato per Maria Callas

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Sete di San Leucio

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Twins versione Settecento!

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Chi è il Principe azzurro? ;)

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Popeye o Sailor Moon?!

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Con l’adorato barboncino Filippo

 


Comments

  1. Deve essere un luogo meraviglioso: si può visitare? Grazie

  2. Massimo Aleadri Says: febbraio 11, 2016 at 5:15 pm

    Un serbatoio infinito di storia

  3. Ragazzi siete troppo divertenti, bravi!

  4. Vincenzo Canzanella è un grande! Intervista doc

  5. Ho preso nota: il prossimo carnevale ci passo, grazie

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