Nelle stanze di Keller Architettura Decor

In coincidenza con l’inaugurazione del Salone del Mobile di Milano, abbiamo visitato una delle case più suggestive di Napoli, sede di Keller Architettura dell’architetto  Antonio G. Martiniello

L’abitazione/studio di via Foria è apparsa sulle riviste più prestigiose del mondo, da AD a Vogue Casa per la sua personalità: si trova in un palazzo settecentesco e, dopo essere stata scenario della nobiltà napoletana, per quasi un secolo è rimasta chiusa, fino a quando l’architetto non ne ha intravisto il potenziale (oltre alla grande mole di lavoro per riportarlo all’originale splendore) e lo ha scelto come suo domicilio nel capoluogo campano.  Perché ci tiene a precisare che lui è di Cimitile, cittadina del nolano a nord est di Napoli e che, la scelta di stare in città è solo logistica, sentendosi cittadino del mondo, da Graz, in Austria, dove ha avuto origine la sua carriera (e il nome Keller) al Kazakistan dove è associato con uno studio di Almaty.

Oltre a essere molto apprezzato professionalmente, Antonio G. Martiniello è un uomo accogliente e disponibile, a cui interessa, parlando del suo lavoro, sottolineare il forte legame con il tessuto sociale. Ci racconta subito della sua idea di riqualificazione urbana  in cui si inserisce il progetto Made in Cloister: “Ci sono luoghi a Napoli (come in ogni altro luogo) che per recuperarli, ci devi mettere un contenuto. Partendo dal concetto di place branding, bisogna riprendere il patrimonio culturale facendo rivivere l’artigianato che ha dalla sua parte una grande manualità, ma poca versatilità. Per questo è necessario metterlo in contatto e a servizio di artisti e di designer che potranno così realizzare le proprie idee”. Un progetto etico, il cui fulcro è creare lavoro riqualificando il quartiere come luogo di condivisione. “Si è partiti dal restauro del Chiostro cinquecentesco di Santa Caterina a Formiello, che versava in stato di totale abbandono, per trasformarlo in un centro di riferimento: organizzare mostre e performance teatrali, aprire un ristorante, botteghe e residenze per creativi e musicisti”. Un luogo nuovo, cosmopolita, ma caratterizzato dalla storia e dalle radici del territorio su cui nasce.  Alla curiosità relativa al suo stile chiarisce: “Non ne ho uno: la cosa che cerco di fare è lavorare lo spazio e la luce dando consistenza a elementi che non ne hanno”.

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In senso orario:

1/ La Sacher torte

2/ Cardigan blu di Daniele Alessandrini

3/L’iconica lampada Taccia di Flos

4/Il centro di Graz in Austria

5/Il libro L’amica geniale di Elena Ferrante

 

Ph. Lello Mastroianni

 


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